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giovedì 26 febbraio 2015

Piu' che un bambino, e' nato un cucciolo!!!


Luigi Sauro
Quando si parla di bambini ho sempre in mente, non so perche', l'immagine della cicogna.
Ma non una qualsiasi, LA cicogna! Ma come quale cicogna? Quella di Dumbo! ( se qualcuno mi dice quale Dumbo smetto di scrivere eh! )
Troppo forte la cicogna che portava i cuccioletti a tutti gli animali del circo nel treno Casimiro. 
A mamma orsa l'orsetto, a mamma cangura il cangurino, a mamma giraffa la giraffina, a mamma tigre il tigrottino...e a mamma Stella?
Stella e Simone sono due nostri sposi, ma non una coppia qualsiasi. Gia' il giorno del matrimonio ricordo che naque una forte intesa tra noi e ora piu' che mai possiamo testimoniarlo con un altro servfizio fotografico...forse ancora piu' emozionante.
Vivono lontani ma hanno deciso di tornare proprio per farci l'onore, dico davvero,  di esser presenti anche in un altro momento fondamentale della loro vita, la nascita di un bambino, pardon cucciolo.
Perche' cucciolo ? Perche' il cucciolo ha un nome importante, Leone.
Con questo input del nome quindi ho pensato: " ma perche' non ce ne andiamo allo zoo?"
E cosi' e' nato il loro....Safari Premaman.
Grazie ragazzi. Grazie della fiducia rinnovata, grazie dell'affetto che traspare nei vostri sguardi ad ogni mio "cheeeeeese" e grazie delle belle parole che ci avete scritto quando avete ricevuto il "pacchetto".... Farvi emozionare e' per noi un onore e continueremo a farlo.

Dalla mail di Stella:
Ieri abbiamo ricevuto il prezioso pacchettino....e abbiamo visionato il materiale stanotte a mezzanotte....siamo andati a dormire con il cuore gonfio di Amore, di tantissime emozioni, di orgoglio, e di soddisfazione per avervi incontrati sul nostro cammino.
Nessuno, e quando dico "nessuno", intendo proprio "nessuno", riesce a cogliere sguardi e bellezza in un istante come sa fare Luigi!
Avremo un ricordo meraviglioso di quel pomeriggio e della mia "panzona"  che resterà nel tempo, per noi, per Leone e per le nostre famiglie, il tutto grazie a Voi che siete una squadra fortissimi!!! Siete una bellissima coppia nella vita e nell'Arte!
GRAZIE DAVVERO RAGAZZI....non riesco a scrivere altro senza piangere!























martedì 13 gennaio 2015

Assenti per creativita'....!

Luigi Sauro Studio


Sono stato assente lo so, ma ho una solida giustificazione.
E' stato un periodo pieno, anzi ringraziando Dio strapieno di cose da fare.
L' anno 2014 e' terminato con tanti progetti portati a conclusione e il 2015 e' iniziato con altrettanti in via di sviluppo.
Abbiamo nuove idee per quanto riguarda gli album di Matrimonio ( 3 tipologie nuovissime e avveneristiche...! ) e i servizi matrimoniali, sono in cantiere 2 mostre,  i video sono sempre piu' emozionanti e divertenti e poi la mia passione, i corsi. Ci saranno nuove edizioni per tutti coloro che si son persi il corso base e...rullo di tamburi ci sara' il tanto richiesto corso avanzato.
Ma non finisce qui.
Tra poco pubblicheremo su qualsiasi piattaforma esistente il Timelapse durato 6 mesi!!!
Che aspettate? sintonizzatevi con noi su:

YouTube: https://www.youtube.com/user/luigisaurophotograph
Facebok: https://www.facebook.com/LuigiSauroStudio
Google+: https://plus.google.com/u/0/+LuigiSauro
Linkedin: https://it.linkedin.com/in/luigisauro
Youpic: https://youpic.com/photographer/LuigiSauro_Ph/luigi-sauro-photographer-studio-from-marche-italy

martedì 8 luglio 2014

Quando una volta la fotografia si aspettava...

Dal blog di Luca Pianigiani...non potevo non riportarlo e non riportarlo cosi' com'è.
E' poetico, lucido, praticamente perfetto.
Leggete qua e ditemi cosa ne pensate.

Una volta, la fotografia richiedeva attesa. Si pensava con la testa, si studiava con gli occhi, si sentiva col cuore. E poi… e poi c’era l’attesa. Chi ha più capelli bianchi ha dovuto aspettare anche giorni: si portava il rullino al negoziante sotto casa, e poi passavano giorni e giorni prima di vedere il risultato del proprio lavoro, del tanto sognato risultato. Per chi è più giovane, ma sempre con qualche capello bianco in testa, ha vissuto invece il mito della “Stampa in 1 ora”. Si andava sempre dal negoziante, che però si era attrezzato con un minilab e voilà, in un’ora si poteva tornare per ritirare la busta. In questo, si è decretato il successo dei punti di produzione presso i centri commerciali: si arrivava, si lasciava il rullino e si andava a fare la spesa; in pratica la fotografia, nell’ordine, finiva nel carrello dopo il prosciutto, i pomodori, lo yogurt, la salsiccia, l’acqua minerale e gli ovetti Kinder (che stanno sempre accanto alla cassa…).
Poi è arrivato il digitale, e ha cambiato tutto: non più attesa, non più consegna al negozio. Tutto subito, un istante dopo lo scatto, direttamente sullo schermo LCD. Nessuna sorpresa, nessuna scoperta, nessun momento di ansia: la fotografia è diventata certezza immediata, se la nipotina fotografata aveva chiuso gli occhi proprio nel fatidico momento del “click” lo si ora lo si scopre subito (e non dopo un’ora o un giorno), e si corre ai ripari.Il fatto positivo è che si elimina qualsiasi elemento di delusione, e le incertezze non si trasformano in dubbi che ci lasciano senza dormire. Lo svantaggio? Beh, quello di spezzare il momento del sogno, di perdere l’incantesimo dell’attesa. Ed è una sensazione che non è un bene, non sempre.
L’insicurezza ci porta sempre a pensare di più, prima di fare, e si vede bene in giro che molte fotografie non sono pensate a sufficienza; per di più – un fatto anch’esso ricco di sfumature positive e negative – il “non costo” rende così naturale scattare a raffica che davvero nemmeno si fa più caso a quello che si fotografa, si fa esplodere una sequenza, un “frame” andrà pur bene… Una volta, non era così: la sofferenza era troppa, la delusione troppo cocente in caso di errore: bisognava fare in modo di non sbagliare, di sapere già quello che dovevamo aspettarci dal risultato, e allora gli insegnamenti di Ansel Adams sulla pre-visualizzazione tornavano davvero utili, fondamentali.
Osservo molto attentamente le persone, quando fotografano: quando usano una compatta è pressoché  inevitabile, ma quando si usa una reflex e si usa quindi il mirino all’occhio, un secondo dopo lo scatto si potrebbe evitare, ma si abbassano gli occhi e le dita vanno subito a “verificare”, premendo gli opportuni pulsantini, se la foto “è venuta“. Non dovrebbe essere necessario: se non si capisce nell’atto dello scatto se abbiamo fatto il nostro dovere, se abbiamo portato a casa la foto perfetta, se abbiamo bisogno di una verifica, allora quella insicurezza non ci permette di fare cose davvero “grandi”. Come in Star Wars, quello che conta è sentire la forza che è in noi, non cercarla nelle conferme esterne. Come si faceva, una volta? Mica che c’erano gli schermi LCD o il tethering WiFi sul computer eppure le foto erano giuste lo stesso.
L’insicurezza ci porta sempre a pensare di più, prima di fare, e si vede bene in giro che molte fotografie non sono pensate a sufficienza
La poesia ha dedicato all’attesa sonetti fantastici (Il Sabato del Villaggio di Leopardi ne è solo l’esempio più famoso), la fase del corteggiamento è senz’altro uno dei momenti più ricchi di emozione, l’attesa di un figlio che cresce nella pancia della mamma rappresenta un universo che si spalanca. Le cose più belle sono quelle che attendiamo, che dobbiamo attendere. Concedere alla fotografia, ogni tanto, quando possibile, di tornare all’attesa può essere un modo per farle recuperare magia e stupore.

venerdì 13 giugno 2014

Basta avere una reflex per essere un fotografo di matrimonio?

Luigi Sauro©
Come da titolo, basta avere una reflex per essere un fotografo di matrimonio? Bella domanda.
Attenzione amici degli sposi, neofiti, improvvisati, fotoamatori, appassionati, super attrezzati, prima di proporvi come "valida" ed "economica" alternativa al fotografo professionista!
Nell'ambito dei servizi fotografici, quello matrimoniale, è senz'altro quello più articolato e difficile da realizzare con qualità artistica e professionale!

Luigi Sauro©

Un servizio fotografico eccellente deve fare 2 cose.
La prima, raccontare una storia attraverso scatti di altissima qualità , che cristallizzino i momenti più belli della festa, inquadrati ed illuminati in modo impeccabile.
La seconda, realizzare il servizio senza modificare il naturale svolgimento della festa.

Luigi Sauro©

La fotografia è una forma d'arte e il fotografo prima che un possessore di un attrezzo ipertecnologico deve essere un artista, un uomo sensibile, un professionista di talento che con velocità, precisione e perchè no ironia creativa sia capace di catturare quegli attimi irripetibili del giorno meraviglioso.

Luigi Sauro©
I nostri servizi fotografici di matrimonio ci piace definirli "Love & Fun" perchè è la voglia di gioia che ci porta a guardare oltre.
Il nostro obiettivo è superare le aspettative degli sposi ed essere il più creativi possibile.
Mentre gli sposi si godono la festa nel migliore dei modi noi ci muoviamo senza disturbare alla ricerca di immagini che sono un mix di attimi che rendono protagonisti uno sguardo, una lacrima, un gesto ricercando la naturalezza delle situazioni.
E' quando si ottiene la spontaneità degli sposi unita all'abilità creativa del fotografo professionista che si ottiene il massimo dei risultati.

Luigi Sauro©
Le immagini rappresentano in modo poetico situazioni reali, con persone autentiche che trasmettono emozioni profonde, vere e spontanee.
I momenti irripetibili producono immagini uniche, pronte ad essere ammirate e ripercorse nel tempo...
Bata avere una reflex per essere un fotografo di matrimonio?


La nonna non lascerà in eredità solo l'affetto al nipote ma anche il suo identico e dolcissimo sorriso - Luigi Sauro©

  "E' l'importanza del ricordo a donare un senso più profondo al lavoro del fotografo"
Luigi Sauro









lunedì 26 maggio 2014

Il bambino con 4 genitori. Two is megl che one! Un servizio fotografico come regalo.

Luigi Sauro©
Ogni mia fotografia è un pezzo della mia autobiografia.
Ed è fenomenale anche per me stesso vederci poi il mio passato, il mio presente e a volte anche il mio futuro.
Stavolta c'è il passato...
I miei hanno 2 amici fenomenali, di quelli su cui puoi contare sempre.
E sin dalla mia nascita e ancora oggi continuano ad accompagnare i miei nelle gioie, nelle difficoltà, e nelle avventure che la vita riserva.
Da piccolo mi avevano soprannominato il bimbo con 4 genitori, si perchè stando sempre insieme mamma, Papà, Manuela ed Alberto avevo davvero il doppio delle attenzioni, delle cure e delle coccole su di me.



Luigi Sauro©
Così quando in studio si sono presentati Luca, Ilaria e il piccolo Guido con Fabrizio e Laura a "sostegno" è stato per me come un eccezionale flashback.
Ho riassaporato i pomeriggi al parco, le gite a Gradara, i primi calci al pallone, i mega regali di compleanno, tutte quelle piccole cose, quei piccoli momenti vissuti in 5 che non dimenticherò mai.

Luigi Sauro©

Grazie Manu e Albi, miei genitori alla seconda, auguro a Laura e Fabrizio di essere per Guido quello che voi siete stati e sarete ancora per me, un link di sensazioni ai momenti più divertenti passati nella mia infanzia.
Luigi Sauro ©
Naturalmente se volete vedere tutte le foto del servizio fotografico regalato da Laura e Fabrizio a Guido e la sua famiglia cliccate sul video sotto



giovedì 15 maggio 2014

Cerchi nuove idee per il tuo matrimonio ?



Onestamente se c'è una cosa che ho sempre saputo fare, anche a scuola quando ero lo spauracchio dei professori del liceo, è inventare.
Inventare soprannomi, modi di dire, battute e scherzi in quel caso.
Ora che mi sono fatto "grande" quell'inventiva l'ho canalizzata sul lavoro.
Modi di fotografare, posti dove fotografare, video cantati, video ballati e ora una delle ultime esclusive del mio studio: il video invito al matrimonio.
Come un video invito?
Si si, avete capito bene. Basta con le barbose partecipazioni !!!!



Arriva a casa un DVD con una busta accattivante, e il risultato sarà sicuramente sconvolgente.
Chi si aspetterebbe mai di essere invitato ad un matrimonio con un filmato?




E soprattutto ognuno può avere il video personalizzato, con un tema e un concept studiato ad hoc con me.
Indovinate un pò il tema del primo "Save the Date" del 2013. Guarda il video sotto e scoprilo!
che ne pensate??



martedì 29 aprile 2014

Quanto costa una foto?


Quanto costa un servizio fotografico?

Sono capitato per caso sul Blog di una collega e leggo questo articolo che riporto sotto,
non potevo non riportarlo.
Anche perchè le frasi ma quanto costa fare una foto?
oppure, ma dai fammi una foto che ti costa?
me le sarò sentito dire 1000 volte.
Penso proprio che il suo ragionamento non faccia una piega e aiuti a spiegare un pò a tutti che fare il fotografo è un vero e proprio lavoro, proprio come tutti gli altri.
Luigi 



"Premessa: non vorrei passare per la pentola di fagioli di turno, né tanto meno scatenare inutili e sterili polemiche… ma amo il mio lavoro, lo amo tantissimo e, quando mi sento dire una cosa del genere, il minimo che possa accadere è che mi parta un embolo colossale. Questa cosa devo metterla in chiaro una volta per tutte, c’è niente da fare.
Vuoi davvero sapere cosa mi costa?
Sai, in realtà, cosa si cela dietro un “semplice” scatto? Sai che succede, in quella frazione di “un attimo”?
Se non lo sai – e la cosa potrebbe anche essere legittima – non preoccuparti, ora te lo spiego io.
Nel momento in cui prendo la macchina e metto il mio occhio sul mirino, c’è da sapere che innanzitutto, l’oggetto che sto sollevando, a me è costato più di duemila pippi. Da aggiungere, poi, un costo che varia dai trecentocinquanta ai duemilacinquecento altri pippi per quel tubo di lenti altresì chiamato obbiettivo, in base al modello che monto sulla macchina. Da aggiungere, ci sono anche gli ottanta/novanta pippi della scheda di memoria su cui poi andrà salvata la tua “semplice foto”.
Quindi, la mitica macchina fotografica troppofffiga che sto usando per scattare la foto, quella che tu guardi in adorazione e che credi sia l’unica responsabile dell’effettiva riuscita dello scatto perché “con una macchina così per forza scatti foto belle!!!!!!!!!!!!!!”, a me è costata, nel complesso, una gamba, un rene, le tonsille e anche l’appendice. Ecco “cosa mi costa”.
Ma questo è solo l’inizio.
Dopo aver appoggiato il mio occhio al mirino della macchina delle meraviglie, tra il suddetto e il mio cervello scattano una serie di meccanismi che riassumerò ivi brevemente:
- Occhio osserva la situazione attraverso il mirino e comunica a cervello se e come spostare la macchina per trovare il giusto equilibrio tra il soggetto, le cose che ha eventualmente attorno lo e sfondo, quindi sistemare l’inquadratura se ce n’è bisogno.
- Occhio guarda l’esposimetro per vedere se la quantità di luce in entrata della macchina è corretta. Se dovesse essercene troppa, la foto sarebbe “bruciata” e, al contrario, se dovesse essere troppo poca, la foto risulterebbe “scura”.
- Cervello eventualmente comunica alle dita delle mani che sorreggono la macchina di ruotare la ghiera di diaframma e/o otturatore, oppure di regolare gli ISO, per regolare la quantità di luce in entrata.
La scelta di sistemare diaframma, otturatore o ISO è dettata da una serie di altri ragionamenti, rivolti al “come io voglio che esca la fotografia”: se il soggetto deve essere fermo e non mosso, se deve esserci a fuoco solo lui o altro oltre a lui, se nell’ambiente in cui scatto c’è molta luce o poca luce, che tipo di luce è e, in base a quest’ultima osservazione, andare a comunicarlo alla macchina, impostando il corretto bilanciamento del bianco, se voglio che la tua “semplice foto” esca con i colori reali e non con le tonalità sfasate alla membro di segugio.
- Occhio torna ad osservare esposimetro, ricontrolla inquadratura e valori di diaframma ed otturatore perché sia tutto ok.
- Cervello comunica a dito di premere il pulsante di scatto a mezza corsa, per far sì che macchina e obbiettivo mettano a fuoco il soggetto.
- Occhio eventualmente comunica a cervello che comunica a mani che la macchina va spostata durante la messa a fuoco per puntare al soggetto e poi risistemata con l’inquadratura corretta.
- Cervello comunica a dito di premere il pulsante di scatto fino in fondo, per scattare effettivamente la “semplice foto”.
Luigi Sauro©
Tutte queste operazioni appena descritte sono state da me apprese durante anni e anni di studio e il fatto che io ci metta solo un paio di secondi scarsi ad eseguire tali procedure in modo corretto, significa che durante questi anni mi sono spaccata il filo della schiena facendo molta pratica, tanta pratica, nello specifico più di dieci anni di pratica.
Dodici anni di studio e pratica mi sono costati tanta fatica – è vero – fatica affrontata comunque col sorriso, visto che ho sempre amato questo lavoro. Il problema è che tutto ciò non l’ho pagato solo col sangue e col sudore, ma anche con molti soldi e sacrifici, miei e della mia famiglia, che mi ha aiutata e supportata a realizzare il mio sogno di fare la fotografa da grande, permettendomi di studiare.
Orbene.
La “semplice foto” che ho appena scattato e che ora giace beatamente nella scheda di memoria della macchina, ora va scaricata sul computer e post-prodotta.
Il computer, che oltretutto mi è costato un sacco di soldi (per la precisione, quasi duemila pippi), funziona perché è attaccato alla corrente. La corrente costa. Tanto. E io pago regolarmente le bollette.
Volendo essere pignoli, pure il lettore che fa da tramite tra il computer e la scheda di memoria l’ho pagato. Non tantissimo, ma comunque nessuno me l’ha regalato.
Una volta che la foto è scaricata sul computer, la devo far passare attraverso quei meravigliosi software che sono Adobe Photoshop e/o Lightroom. E no, non li ho scaricati dai torrent, ho acquistato regolarmente la licenza di entrambi. Quanto mi sono costati? La cifra precisa non la ricordo, ma siamo comunque oltre i mille pippi.
Per sistemare la tua “semplice foto”e togliere gli eventuali brufolazzi dalla tua faccia, oltre al mettere in pratica altri insegnamenti che ho imparato durante i miei dieci e passa anni di studio (e che continuo ad imparare, perché mi tengo in costante aggiornamento), sto utilizzando una tavoletta grafica per la quale ho sborsato altri trecento e passa pippi.
Generalmente queste operazioni richiedono diverso tempo e io dovrei avere anche un costo orario, non sto mica pettinando le bambole o lavorando per la gloria.
Luigi Sauro©
Pensa, tutto questo procedimento si ripete daccapo ogni volta che scatto UNA SOLA “semplice foto”. In un servizio, quante foto scatto? Cento? Cinquecento? Ma a volte anche più di mille o duemila, se si tratta di un matrimonio, per esempio.
E le tasse? Quelle non si pagano? Certo che si pagano, io le pago regolarmente.
E pago pure l’affitto dello studio, la bolletta del telefono, del riscaldamento, pago i miei fornitori, pago il commercialista, pago qualsivoglia attrezzatura che mi serva a svolgere normalmente il mio lavoro.
Queste sono le sottili differenze che stanno tra un fotografo professionista e un fotografo della domenica. Al fotografo della domenica, probabilmente, questa “roba di un attimo” costa davvero nulla o quasi ma – pensateci – in termini di qualità, dove credete possa arrivare? Un fotografo che non ha questo tipo di preparazione, sarà davvero in grado di ottenere gli stessi risultati di un professionista?"




Quindi, prima di dire a un fotografo professionista: “ma sì dai, tu fai solo click col dito, cosa vuoi che sia?” pensaci su due, tre, dieci volte perché fare fotografia come dio comanda è un lavoro VERO e, come ogni altro lavoro “vero”, anche quello del fotografo implica investimento di tempo, energie e tanti, molti soldi. E, come tale, merita rispetto.





Un cavolo il click col dito.
  


sabato 26 aprile 2014

Le sensazioni della musica

Sembrerà insolito.
Un blog di fotografia e vi parlo di musica ?
Ma dopo tutto il blog è mio o no? :-)

A parte gli scherzi, nel mio diario di viaggio ( la vita è un viaggio ) non riesco a non parlare di qualcosa che sento dentro. Non riuscirei ad immaginare un viaggio senza musica di sottofondo, un film senza colonna sonora, un ricordo senza le note collegate e che cos'è la fotografia se non il preciso istante di un ricordo?
Beh tutto questo per dirvi che seguo Ben Harper da anni e non smette mai di stupirmi.
E' davvero un grande! perchè?
Perchè è uno dei pochi artisti che si rinnova sempre.
Che ti lascia col fiato sospeso per sapere "ma che si inventerà mai per il prossimo album?"
E' stato un rocker, un bluesman, si è cimentato persino in un album gospel e io li ad ammirarlo per l'immensa passione, creatività e soprattutto naturalezza con cui mi faceva innamorare delle sue passioni semplicemente raccontandomele.
E li a chiedermi? ma come è possibile? gli artisti, anche i piu fighi del secolo avevano cmq un loro stile, un loro in un certo senso "ripetersi" e come fa Ben invece a non ripetersi mai.
Ora l'ho capito.
L'ho capito leggendo cosa ha detto sua madre a proposito del nuovo album che hanno inciso insieme ( si avete capito bene, un album con la madreeee, che io solo a fare un lavoro con la mia dovrei imbottirmi di Lexotan ) :
«Ero una madre single, per cui Ben veniva nel nostro negozio di strumenti musicali quasi tutti i giorni dopo la scuola, e dava una mano mentre ero al lavoro», racconta Ellen. «Penso che in questo modo abbia assorbito parecchio. Era sempre e ovunque nel suo elemento, anche perché ero solita suonare in alcune band, e lui era sempre al seguito, è cresciuto nell'amore per la musica»

Ascoltate il primo singolo estratto dal nuovo album in uscita il 6 Maggio, a me ha riportato immediatamente a casa dei miei nonni, davanti al camino, coccolato e "trattenuto" dalle mani della mia mamma ( quella del Lexotan ) che mi ha fatto nel bene e nel male sempre sentire avvolto da un amore a volte asfissiante ma sicuramente di un valore inestimabile che mi ha permesso di diventare quello che sono, magari nessuno in particolare ma sicuramente un futuro dolcissimo papà.
Luigi