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| Luigi Sauro Studio© |
Ricordo ancora il momento in cui, circa 18 anni fa, scoprii come controllare lo sfocato nelle fotografie.
Naturalmente sto parlando di
quell'effetto sfuocato intenzionale che noi fotografi utilizziamo per
limitare la profondità di campo nelle nostre immagini, per rendere più
morbido lo sfondo e far si che il soggetto principale si stagli in
maniera netta dall'ambiente circostante...
Il metodo classico per controllare la profondità di campo consiste (ormai soprattutto voi miei corsisti
dovreste saperlo bene ) nell'aprire il diaframma dell'obiettivo.
Indubbiamente, il diaframma
tutto aperto permette di avere una profondità di campo molto limitata, e
di mettere quindi a fuoco un solo elemento della scena.
In
linea di massima è così che si fa, ma è anche vero che questo metodo ha
i suoi limiti, e i limiti non sono pochi. Per far funzionare davvero
l'effetto sfuocato, vanno infatti presi in considerazione una serie di
altri accorgimenti molto importanti. Quali?
- Distanza dal soggetto: se volete realmente sfuocare lo sfondo, dovete avvicinarvi parecchio al
soggetto principale. Persino un grandangolo estremo come il mio Canon 16-35mm f/2.8 ha una profondità di campo molto ridotta quando il
soggetto si trova a 15 centimetri dalla lente. Avvicinarsi al soggetto
influisce enormemente sulla sfuocatura dello sfondo.
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- Distanza tra soggetto e sfondo: Per separare il soggetto dallo sfondo ottenendo un buon controllo della
profondità di campo, bisogna sfruttare la distanza relativa tra soggetto
e sfondo. Mi spiego meglio: se il soggetto si trova a 60 centimetri di
distanza e lo sfondo è a 15 metri, la profondità di campo è molto
ridotta, e si ottiene un ottimo effetto sfuocato. Ma se soggetto e
sfondo sono entrambi distanti, è tutta un'altra storia: ricordo di aver
fotografato una partita di calcio sotto il sole, tentando di
far stagliare i giocatori dalla folla alle loro spalle. Ebbene, quando i
giocatori si trovavano dalla parte opposta del campo non c'era verso di
farli stagliare rispetto al pubblico, a prescindere da quanto aprissi
il diaframma, persino usando un obiettivo 300mm f/2.8. Tuttavia, mi è
bastato cambiare un po' l'angolazione dello scatto in modo che la folla
risultasse un po' più distante per far venire fuori i giocatori proprio
come volevo.
- Coprate un obiettivo a focale lunga, un mega zoom: Di nuovo la fisica ottica. Per farla breve, più lungo è l'obiettivo,
minore è la profondità di campo. I grandangolari hanno una grande
profondità di campo, mentre I teleobiettivi ne hanno molto poca. (Già
sento i vostri ululati di protesta su quest'ultima. Si, conosco bene
tutte le discussioni in merito, e so bene come qualsiasi dibattito sulla
profondità di campo diventi una vera e propria guerra sui blog in
Internet. Ma per quanto riguarda la pratica generale della fotografia
messa in atto da fotografi professionisti, questo punto è
indiscutibile).
Altri accorgimenti??? Ve li spiego al prossimo corso in studio!! :-)
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